Novembre arriva presto

I primi 180 minuti in URC di Zebre e Benetton non aiutano a pensare positivo, ma guardiamo gli aspetti non negativi: dopo due giornate il Benetton è nono in classifica, con gli stessi punti del Leinster campione in carica.

Se le difficoltà dei dublinesi fanno notizia, lo stesso non si può dire per la sconfitta dei biancoverdi, che ancora una volta hanno mancato il colpo di reni nel momento clou della partita.

Connacht torna in Irlanda con cinque punti preziosi, conquistati contro una squadra efficace solo a tratti e soprattutto troppo sterile quando avrebbe dovuto chiudere la pratica. È un copione già visto, con la differenza che stavolta davanti non c’erano i Dragons, ma una formazione, come quella capitanata da Cian Prendergast, molto più solida e organizzata.

Nel 22-19 con cui la squadra di Lancaster ha superato quella di Pivac ci sarebbero molti temi tecnici da affrontare. Io ne scelgo uno: l’incapacità del Benetton di destabilizzare regolarmente la difesa avversaria.

È vero che Treviso ha segnato da maul e da prima fase, ma quando il gioco si è fatto più impegnativo, cioè quando Connacht ha alzato l’intensità degli impatti, la risposta è diventata prevedibile. Attacchi poco collegati, passaggi imprecisi e scarsa capacità di creare pericoli hanno consentito agli irlandesi di ricomporre la linea senza troppi affanni. Peccato, davvero.

La vittoria era alla portata, ma è sfuggita. E così una classifica che avrebbe potuto contare su nove punti potenziali ne mostra appena tre. Considerando quanto sarà lunga la stagione e il forte impiego dei nazionali tra Nations Championship e Sei Nazioni, queste prime due partite rappresentavano l’occasione ideale per accumulare fiducia e lavorare con il vento in poppa.

Qui Zebre: inizio non esaltante, difesa da registrare

Le Zebre, invece, hanno portato a casa un punto di bonus difensivo contro Cardiff. Bravi i ragazzi di Brunello a raddrizzare almeno in parte un match che, dopo trenta minuti, sembrava già compromesso.

A differenza di Treviso, la franchigia ducale ha patito l’impatto di una squadra che tra le mura amiche sa esprimersi molto bene, pur non essendo trascendentale. In attacco, però, le cose sono andate meglio, grazie soprattutto all’intraprendenza dei trequarti e al contributo arrivato dalla panchina. Resta però un problema di consistenza generale.

Le risorse tecniche per vincere le partite di corto muso ci sarebbero anche (basti pensare ad Allan, Montemauri, Da Re) ma prima bisogna riuscire a tenere il punteggio in equilibrio più a lungo. E questo presuppone una difesa più solida e un rendimento meno frammentato. Una sfida non facile, se si considera il mercato in uscita delle ultime due stagioni.

Qui Italia: fare bene in URC non basta, ma è già un inizio

L’URC non è l’unico termometro sullo stato dell’arte della Nazionale, ma resta comunque un termometro importante. Le prime due giornate hanno evidenziato una condizione fisica accettabile e un collante tecnico fra i reparti ancora poco evidente.

Prima della finestra autunnale del Nations Championship restano soltanto altre tre giornate: 240 minuti di rugby in cui Benetton e Zebre dovranno inseguire i propri obiettivi, mentre gli Azzurri impegnati nelle due franchigie saranno chiamati ad alzare il livello per arrivare pronti alla durissima finestra internazionale di novembre.

Treviso affronterà gli Scarlets in trasferta e poi Glasgow ed Edinburgh in casa. Le Zebre, invece, ospiteranno Edinburgh a Parma prima delle due trasferte contro Connacht e Dragons. Queste sono partite già cruciali, perché disegnano il futuro prossimo in termini di ambizioni di alta classifica (perché a Parma e Treviso dovrebbero porsi dei limiti?) e di ampiezza del bacino di Azzurri a disposizione di Gonzalo Quesada.

È il momento di accelerare. Senza troppi giri di parole.